Diapositive


Fotografia di viaggio

La fotografia di viaggio è il respiro della mente, se si osserva abbastanza attentamente durante lo scatto si può esplorare lontano e oltre la superficie del “detto” e del “visibile”. Dalla più remota destinazione alle più recente peregrinazione la fotografia rappresenta il collante che unisce i racconti al colpo d’occhio. Come una bussola indica le storie da ascoltare e le strade in cui avventurarsi, nel suo silenzio la macchina fotografica è il vetro verso il mondo e lo specchio di me stesso.

Secondo Balzac:

Ogni corpo, in natura, è composto da varie serie di spettri, in strati sovrapposti all’infinito, stratificati in membrane infinitesimali, in tutti i sensi in cui si attua la percezione ottica (…) ogni operazione fotografica interveniva a rilevare, distaccava o tratteneva uno degli strati del corpo fotografato

Da questo, il pensiero che la fotografia di viaggio – in generale la fotografia – debba o possa sottrarre questi strati uno ad uno, alimentando così la paura che molti soggetti hanno nel concedersi al fotografo.
Anche oggi in alcuni paesi del mondo l’atto stesso di catturare un frammento di secondo alla vita di qualcuno è paragonato al gesto infernale di sottrarre l’anima.

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