Železna dolina

Cjanâl dal Fiêr, Železna dolina, Ferro-Kanal, Canale del Ferro. Da Pontebba a Moggio Udinese la vallata echeggia passati fasti e laboriosi, sfoggia opere ferroviarie capaci di far saltellare un treno da una cresta rocciosa a un’altra come uno stambecco e mostra con timore la ferocia del Fella durante i mesi delle pioggie. Ora al posto dello sferragliare delle motrici che affrontano le montagne, si sente solo il bisbiglio dell’aria tagliata dalle biciclette che percorrono la ciclovia. Alcuni viaggiatori, appena prima di uscire dalle gallerie, scampanellano con prepotenza, quasi fossero ai comandi di un locomotore. Se si arriva da Udine percorrendo in tutta fretta la SS13 il Canale del Ferro sembra una parentesi di poco conto, appesa, sospesa a tempi ormai conclusi. Il vero tesoro invece è ancora lì, nascosto accanto al manto stradale liscio che porta fino ai confini della Repubblica. Svoltata una curva, salita una mulattiera, aperto un cancello si è nuovamente negli anni cinquanta quando la preoccupazione maggiore era quella di coltivare la terra o portare al pascolo il bestiame. Le persone, gli abitanti dei piccoli raggruppamenti di case abbarbicati intorno sono la vera ricchezza di questo luogo che sorprende, ammutolisce e ricarica.

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