Slavonski Brod

Lascio alle spalle Belgrado con l’intento di raggiungere l’Italia in un paio di giorni e con la consapevolezza che presto rivedrò la Serbia spuntare all’orizzonte. Viaggiare da soli alimenta il paradosso delle esplorazioni solitarie, attrae magneticamente altre persone al nostro cammino, quindi di fatto si è soli ma non si è soli. La curiosità di scrutare la targa della “Negra” per congetturare sulla provenienza del mezzo genera incontri casuali, ed è così che conosco Slavsko. Le nostre strade si intrecciano quando mi fermo per una pausa con l’intento di riposare i muscoli lombari. Dopo aver risposto al mio “Dober dan” e aver girato intorno alla “Negra” osservandone cilindrata e marca i suoi occhi si illuminano: “Vespa” !!! E’ come una parola magica, immune a traduzioni o culture. In pochi minuti mi trovo seduto sul divano di casa sua, dove mi viene offerto salame slavo, yogurt fatto in casa e grossi tozzi di pane.

Slavonski Brod, 2016

Slavonski Brod, 2016

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