Scatto da te!

Sei anni fa, tra le pieghe di un lenzuolo sgualcito e due paia di occhi assonnati è nato
“Scattoinvespa”. “Come faccio a sintetizzare il mio viaggiare a due ruote con la passione-diventata-lavoro della fotografia”? Chiedevo mentre due occhi verdi osservavano i primi segni del tempo sulla mia barba grigio-fulva. Il mattino seguente, alle prime luci dell’alba la risposta giunse come un terremoto. “Chiamalo << scattoinvespa >> tutto attaccato, così potrai giocare con lo “scatto” della fotografia e lo “scattare” della Vespa motorizzata.  In inglese << Vespa shooter >>”. Mi chiesi come faremmo noi uomini senza la creatività spensierata delle donne e del loro pensare irrequieto.

Da quel giorno lo “Scattoinvespa” è diventato per me un verbo da coniugare, un nome dietro il quale presentarmi, un biglietto da visita. “Scatta con me”, l’attività in cui ospito sulla sella le persone che vogliono raccontare i propri luoghi dell’anima; “Scattoschool” la scuola di fotografia a passo di Vespa; la “Negra”, fido ronzino che per più di centomila chilometri ha accompagnato e accompagna le mie peregrinazioni nel mondo, sono tutti figli dell’idea principale. Evoluzioni di un nucleo. Qualche giorno fa riflettevo circa ulteriori passi in avanti. Un viaggiatore non può essere cinico e ottuso, così come molti personaggi dalle storie bibliche – magari ottantenni – non possono più salire su una Vespa e affrontare il traffico moderno con le sue trappole.
“Chiamalo <<Scatto da te>> e smettila di essere solo una macchina fotografica su due ruote, ascolta le persone come quando parti per i tuoi viaggi da reporter, con il blocchetto degli appunti e il registratore. Dopotutto è il tuo lavoro”.
Ancora una volta gli occhi di una donna si sono posati sul mio destino. Furbi, sfuggenti e indecifrabili quanto equivocabili ai più della massa frettolosa. Per quanti divorzi, allontanamenti, separazioni e lutti io possa aver visto o partecipato, non riesco ad immaginare un mondo senza la collaborazione dei due sessi. Così diametralmente opposti agli stimoli e alle sfide della vita, così necessari nella reciprocità. “Scatto da te” è il prossimo gradino evolutivo del mio cammino con la “Negra”. Ascolterò voci che prima erano confinate all’interno di mura, nascoste tra le cime delle montagne, timorose dell’asfalto. Inizia una nuova stagione.

work in progress

 

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