Petardi a Novembre

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Perdere la marmitta in corsa è il sogno di ogni bombarolo. Un minuto prima sei silenzioso, un minuto dopo sembra di avere un fucile sotto alla sella, che spara a raffica. Mi capita quattro volte negli ultimi chilometri che dividono l’ultimo viaggio a due ruote dalla routine di ogni giorno. Alle porte del Friuli, poco prima di Sacile, il siluro artigianale che avevo fatto montare sulla “Negra” decide di scappare un’altra volta, di fronte alla Stradale. Paletta fuori e segno di accostare. “Patente, libretto e omologazione del terminale grazie”. Recita l’ufficiale.
“Ecco patente e libretto. Per quanto riguarda il terminale in verità non ho nè l’omologazione nè il medesimo, mi si è appena staccato dalla Vespa, come può notare”. Rispondo ironicamente. ” Più che notare, abbiamo sentito! ”
Sentivo anche io, odore di contravvenzione e portafoglio assottigliato, ma la domande “Da dove proviene?” mi salva in corner. ” Arrivo da Roma, ma prima ero a Sarajevo, poi mi sono perso nelle montagne a Ovest di Mostar e…” . L’uomo in divisa mi ferma subito, hanno altro a cui pensare evidentemente.
“La leghi con qualcosa e non faccia più rumore”.
“Sissignore”.

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