Partire per tornare e poi ripartire.

Saltellando di sasso in sasso nel torrente del web, incastrato tra le parole “partire” e “tornare” scopro il pensiero di Azar Rudif che spiega meglio di tanti altri la magia del viaggio e dei suoi rituali. La “Negra” è pronta con il suo “adagissimo” scorrere. Mi accompagnerà in terra serba dove le fisarmoniche riposano sotto coperte di alfabeto cirillico. Una nuova destinazione per assetare le pagine dei diari di viaggio.

C’è un tempo per partire
c’è un tempo per tornare
sulle vie dell’estasiato stupire
sulle vie dell’attraente amare

Stanco della solita luce
si corre verso l’oscurità
ove il mistero conduce
ove un desiderio partorirà.

Poi arriva il giorno
di guardar intorno
verso quella via percorsa
a girar il passo di corsa
il desiderio torna.

E solo allora t’accorgi
di quanto note eran
quelle vie misteriose
e non ci son scie d’acqua
sentieri di terra
o ali di cielo
a fermare il ritorno.
E pur bramando l’odisseo
resta alle sue radici saldo.

C’è un tempo per partire
sulle vie dell’estasiato stupire
c’è un tempo per tornare
sulle vie dell’attraente amare
Azar Rudif

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