Opatija. Croazia (2) Il circuito cittadino del Carnaro

Non riesco a dormire. Mi alzo dal letto, infilo la giacca e il cappello ed esco dalla porta principale dell’hotel. Sono le 6:00 del mattino e il buio culla il sonno della città. Imbocco una strada pedonale che serpeggia accanto al lungomare, sembra di sciare sul nero della notte, indisturbati.”Drazica 8″, un cartello accanto a delle barche capovolte indica il numero del porticciolo dei barcaroli. A quell’ora Louban parte per la passeggiata con il cane, ha il giornale sottobraccio e la pipa spenta in bocca.
“Dobro jutro ” rompo il ghiaccio salutandolo. Un lieve cenno del sopracciglio sinistro e una smorfia delle labbra risponde alla mia frase. Gli chiedo se posso scattagli qualche fotografia ma la risposta è secca “Ne”. Capisco che vuole godersi le luci del mattino in silenzio, lo ringrazio e mi avvio nella direzione opposta. Mike, il cane, non sembra però essere d’accordo e incuriosito dall’odore della mia borsa prova a seguirmi per qualche minuto. Dev’essere stato in quel momento che Louban ha capito che la silenziosa routine del mattino era compromessa. Dopo aver attaccato Mike al guinzaglio inizia a parlarmi in italiano, gli racconto della Vespa, delle fotografie e della bellezza di quella mattinata colorata per un fotografo. Alza il braccio indicandomi una curva.
” Opatija ha ospitato per anni una spettacolare e altrettanto pericolosa gara di motociclette, voi italiani lo chiamavate il Circuito del Carnaro. Era uno dei circuiti cittadini più belli di quei tempi. Io ho lavorato li per quasi 10 anni”
Ci sediamo comodi su una panca di legno, accende la pipa ed inizia a raccontarmi la sua storia.
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