Mauro Daltin, lo scrittore errante.

Percorso di massima.

Percorso di massima.

Mauro Daltin

Mauro Daltin

Mauro, chi sei?
Un uomo di 37 anni che ama viaggiare, leggere, camminare, scrivere. Lavoro da alcuni anni nel campo editoriale, tra i libri e per i libri. Un paio di anni fa ho fondato insieme ad altri amici e compagni di strada la Bottega Errante.

Hai scelto Muscoli come luogo dell’anima. Che cosa ti lega ad esso?

L’infanzia e l’adolescenza e anche di più. Ho vissuto qui dai 5 ai 28 anni. Pensa che Muscoli è una traduzione errata di Muscli, che in friulano significa muschio. Ma il fascismo ha imposto la potenza dei muscoli alla poesia del muschio. Il nome può segnare il destino di un luogo. È un territorio dell’anima come forse tutte le località legate all’origine, ai primi anni dove ricevi un imprinting quasi definitivo. Abitare e crescere in un paese di 700 abitanti, tagliato da un fiume e confinante da un lato con la Statale Palmanova – Cervignano e dall’altro con i campi, credo che significhi qualcosa. Giocare in un paese a forma di U, con solo due vie, in mezzo ai fossi, a pescare rane e lucci, a scoprire case abbandonate… beh, credo che molte di queste cose, se guardo bene, le ritrovo, in forma diversa, nella mia vita di adesso.

Il Taglio

Il Taglio

Sulla sponda destra del canale (come si chiama?) qualcuno vive dentro quello che un tempo dev’essere stato un bar o forse un’osteria. Hai una storia da raccontarci?

Il fiume si chiama Taglio che poi si unisce all’Ausa. Era un bar, il Tritone, unico esercizio commerciale a Muscoli. Durato un paio d’anni. Poi, un giorno, mentre giocavo ai videogiochi vedo entrare una pattuglia di carabinieri. Uno di loro dice: “Sappiamo che qui si contrabbanda pesce”. Ecco, questa è stata la fine dell’unico bar del paese. Per qualche anno è rimasto appeso il tabellone in latta dei gelati Sammontana. Poi hanno tolto pure quello.

Il Tritone ed i contrabbandieri…

Ma dopo la chiusura del “Tritone”, dove passavano le serate i “muscolesi”?

Seduti sulla panchina davanti alla chiesa. Il vero punto di ritrovo, il campo da calcio improvvisato attraversato dalla strada che obbligava a interrompere la partita ad ogni passaggio di auto. Altrimenti, un po’ più grandi, si emigrava a Cervignano.

Ho notato almeno 3 campi di calcio in questo piccolo paese. E’ nata qui una qualche stella del pallone?

Qui il paese si divideva in due: chi andava in chiesa (i democristiani) e chi andava al campo di pallone (i socialisti). E’ nata una società di calcio che aveva solo squadre giovanili e tutti i ragazzi di Muscoli ci giocavano. Noi eravamo in quattro del 1976. Tutti e quattro chierichetti, pescatori e giocatori di calcio. Nella categoria pulcini eravamo imbattibili, abbiamo vinto i campionati provinciali, regionali e siamo andati alle nazionali. Solo che le altre regioni raggruppavano i giocatori migliori di varie squadre mentre noi eravamo il Muscoli. Fieramente il Muscoli. Siamo arrivati undicesimi. Sono passati giocatori che hanno fatto carriera, alcuni hanno solo sfiorato la ribalta. Ora, tornando a Muscoli, vedo che l’erba del campo da calcio è sintetica e questo mi fa pensare a come sia cambiato tutto.

Pensieri sulla riva...

Pensieri sulla riva…

Ho saputo che sei un fan dei vecchi. Siccome lo sono anche io, sono curioso di sapere cosa, di loro, ti attrae.

Ho avuto la fortuna di frequentare i grandi vecchi della letteratura friulana: Bartolini, Maniacco, Morandini negli ultimi anni della loro vita. Hanno forse sostituito la figura dei nonni con cui sono stato insieme solo per pochi anni.

Amo stare ad ascoltare le persone vecchie. Il loro parlare è sempre definitivo, non hanno nulla da perdere, spesso tornano bambini, hanno la consapevolezza estrema della morte. Sembra paradossale, ma la ritengo un’età di mezzo, senza filtri, come l’infanzia. Non devono più avere maschere dettate dal profitto, sono fuori dalla macchina produttiva della società e quindi, spesso, sono punto privilegiato di osservazione del mondo.

Mi hai fatto scendere dalla Vespa, entrare in una boscaglia incolta, avanzare per 3 metri, rischiare di cadere dentro il canale ridendo, per farmi vedere il luogo dell’iniziazione. Cosa succedeva a chi falliva?

Chi falliva, o cadeva dentro nello stagno con i rovi a rovinargli braccia e ginocchia o, se rinunciava, non era pronto per stare con i grandi. C’era un ponte strettissimo. Più volte ho rischiato di cadere. Ti portavano di là i ragazzi con qualche anno in più che nascondevano i giornaletti porno o fumavano le prime sigarette. Ora non si può nemmeno attraversare quel posto, sembra di essere in una foresta incolta. E infatti io e te abbiamo rinunciato. Si vede che non eravamo ancora abbastanza grandi per il rito di iniziazione. E poi, di fronte a questo luogo di passaggio c’è ora una casa di riposo. Ma negli anni Ottanta qui c’era il Green Park, discoteca frequentatissima da tutta la regione. Il venerdì e il sabato sera c’erano auto parcheggiate lungo tutto il paese. Poi qualcuno l’ha incendiata, dicono per racket. E allora si è trasformata in night club per alcuni anni. Ha chiuso anche quello e nel frattempo era diventata una zona, per noi ragazzini, da esplorare. Un enorme edificio abbandonato dove entrare di nascosto, superare il cancello rischiando di infilzarci, e andare a perlustrare le stanze. Pensa che l’inizio di un lungo racconto che ho scritto un po’ di tempo fa ha inizio proprio in quelle stanze vuote. Ora è una casa di riposo privata e questo passaggio da luogo di sballo a luogo di riposo mi fa sorridere.

La Prova

Che viaggiatore sei?

Un viaggiatore che tende a tornare nei luoghi dove va. Torno a Sarajevo e nei Balcani quasi ogni anno, e non sono mai stato a Parigi o in Spagna. Volo dall’altra parte dell’Oceano e atterro sempre a Buenos Aires. Tornerò a Cuba e magari non andrò mai negli Stati Uniti.

Utilizzando un sentiero segreto lungo il Taglio si raggiunge Strassoldo. Il Borgo dei Gufi,

Utilizzando un sentiero segreto lungo il Taglio si raggiunge Strassoldo. Il Borgo dei Gufi.

Amo viaggiare a piedi, attraversare luoghi, borghi e boschi con il solo andare dei passi. Viaggio per scoprire la periferia della mia terra, i luoghi abbandonati, i borghi fantasma. Tendo a non viaggiare in gruppi numerosi, anche se da solo ho fatto pochi viaggi. Credo comunque che sia un elemento fondamentale per me quello di muoversi, starmene per un po’ in altri luoghi.

Ogni prima volta lascia dei segni. Cosa ti ricorderai di questo nuovo viaggiare?

La lentezza della Vespa. L’andare piano che concilia con le strade e il viaggio. Le strade secondarie che nascondono segreti di cui non abbiamo nemmeno idea. Ricorderò il mal di sedere che non credevo possibile visto la grande e morbida sella.

Visitandola a distanza di anni che cosa ti colpisce della Muscoli di oggi?

Che alla fin dei conti qualcosa è cambiato, qualche casa in più è stata costruita, qualche divieto di accesso o proprietà privata in più c’è, ma rimane sempre il paese di trent’anni fa. La vera cesura è stata con la mia generazione. Siamo stati gli ultimi a giocare la mitica partita la Villa contro la Glesia che opponeva chi abitava il nucleo storico di Muscoli a quelli che sono venuti dopo e che vivevano la parte “residenziale” del paese. Gli ultimi a giocare ore per la strada. Ma questo non penso che sia una cosa solo di Muscoli, ma che ci sia stato un cambiamento di percezione della strada in cui la paura ha vinto nei confronti della comunità. Mi ha colpito molto la mia ex casa, ora del tutto ristrutturata e gialla fosforescente. Mi ha fatto un certo effetto. 

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Commenti

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2 commenti

  1. Rivedere Muscoli, che credevo del tutto dimenticato, con i tuoi occhi mi ha molto emozionato! Molto belle le foto di luoghi che sono stati per anni parte della mia vita.

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