La nave

Una settimana fa mi sono fermato sulla SR14, poco dopo la grotta naturale che introduce gli ultimi chilometri prima di Trieste . Durante i mesi caldi in quella terrazza fatta di asfalto e ferro si sente odore di crema solare e spesso se si tuffa lo sguardo verso il basso, culetti nudi sguazzano nello specchio di mare sottostante. In questo periodo invece l’odore è quello delle cozze, le cui colture si stanno moltiplicando più velocemente della popolazione cinese. I bouchot ricordano treni del Bangladesh. Poco più in avanti, una nave salpava dalla città salutandola con mitragliate di flash provenienti dai ponti passeggeri. Chissà dove era diretta e chissà quali segreti di viaggio conteneva. Fu in quel momento che mi sembrò di vederlo, accanto a me, con il suo cappello e la sigaretta accesa. Il signor G.G.

“Una nave grande, enorme, che va, va, va. Non si sa dove va, non si sa quando è partita, e sopra, tutti. La nave, è la vita.

La nave è come una nave
ed essendo una nave
è abbastanza normale che vada in mare.

Il mare com’è naturale
immobile e piatto
è quasi perfetto sta lì sempre uguale.

La nave ha anche un motore
ed avendo un motore
non sa dove va ma continua a andare.

Avanti avanti avanti
si può spingere di più
insieme nella via a testa in su.

La nave e sopra la nave
a parte le masse
son tutti presenti gli amici e i parenti

Manca solo il nonno
povero nonno!

Per tutti c’è un buon trattamento
ognuno al suo posto
nel proprio recinto mi sembra anche giusto

prima classe seconda classe
terza classe e poi le donne
i negri eccetera eccetera

La nave è una nave di classe
il legno del ponte
dipinto di bianco è molto elegante

Bello questo ponte bianco, è un ponte stupendo. Meraviglioso bianco, va che ponte. Bianco. Non ho mai visto una nave rossa, un po’ volgare effettivamente.

Avanti avanti avanti
si può spingere di più
insieme nella via a testa in su.

Sul mare la nave biancheggia
ha un fascino strano così suggestiva
anche quando beccheggia

È un fascino che, di dentro, mi sento poco bene però.

Ma basta distrarsi la mente
usare il cervello
pensare un istante a qualcosa di bello

Si devo pensare a qualcosa di bello, che mi distraggo che mi passa il mal di stomaco, vediamo un po’, a che cosa posso pensare. Alla mia ragazza, si a Maria, Maria la libertà, Maria il vomito Dio bono. Ecco no ce la faccio mi concentro si si, ecco si, la mia mano, mi vedo, la mia mano scivola sì, scivola, scivola sui capelli sì, va giù, sì, sulle spalle sì, va giù sì, sui seni sì, va giù sì, va giù va giù, mi torna tutto su tutto su.

Il mare com’è strano il mare
non è che non sento la sua poesia
ma mi fa vomitare.

Devo pensare a qualcosa di più convincente, a un dolore, a un dolore enorme, al nonno, sì al povero nonno, ha sempre funzionato il nonno. Mio nonno morì tragicamente nel ’36, come Gozzano. Gli ero così affezionato. Era massone, alto, bel portamento, coi baffi col fiocco. Aveva sposato la zia di una biscugina, sì l’Elvira, te la ricordi? Che vita, povero nonno, ogni tanto spariva. Bevitore eh, gran bevitore. A un certo punto il fegato, a pezzi, spappolato. Putrefatto. Sto male. Mi torna il vomito, devo resistere, non voglio essere il primo, devo resistere!

Avanti avanti avanti
si può spingere di più
insieme nella via a testa in su.

Il mare è un po’ troppo vitale
la gente si sbianca
ma fa resistenza non vuole star male

Pensate al nonno al nonno

Sul ponte che è fatto a tre piani
in terza in seconda e
anche in prima si sentono rantoli strani

No, da quelli di prima non me l’aspettavo però.

Il mare diventa più grosso
dai piani di sopra
su quelli di sotto si vomita addosso

Una battaglia. Una battaglia che cresce, quelli di prima vomitano su quelli di seconda, quelli di seconda su quelli di terza, lo scontro è sfrenato, violento. La gente rimanda, reagisce, boccheggia.
Un prete esorta a volersi bene, poi si inginocchia e vomita anche l’anima. Un carabiniere mi tiene, allora io mi puntello, cerco di vomitare verso l’alto ma non ci arrivo. Quelli di sopra hanno la meglio, si sporgono più che possono per vomitare. Una vera cascata, una violenza, uno scroscio di conati, un rovescio di filamenti. La nave è tutta piena, tutta piena di vomito.

Avanti avanti avanti
si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su
insieme nella vita a testa in su
insieme nella vita a testa in su”.

 

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