La giusta misura

Suggerimenti e ideologie si aggirano per il web circa il numero massimo di chilometri da percorrere in un giorno in sella a una Vespa. Duecento, trecento, massimo quattrocento con il consiglio di non esagerare,  pena la schiena. I più diplomatici si trincerano dietro il concetto di universale individualità o al qualunquismo più sfrenato utilizzando la frase: “ Fate quello che vi sentite”.
Credo di aver capito quale sia il fattore di maggiore importanza nel viaggio e nella sua lunghezza. Se il cuore è il portatore della esistenza verso la felicità e la felicità è il vettore che attraverso il fare spinge l’esplorazione allora la felicità è strumento unico per misurare viaggi, lunghezze, pause, incontri e avventure. Se il sentire diventa vibrare, se il vibrare diventa commuovere allora non si misurano più i chilometri, i chilogrammi o i consumi. Inizia oggi un viaggio diverso dagli altri nella sostanza, un’esplorazione guidata dal ricordo di una sensazione. Un luogo che ha già ospitato le mie ossa anni fa, le cui curve verdi e gialle hanno abbracciato l’orizzonte frastagliato dei miei pensieri. Immettendomi sulla Romea e percorrendo come un balzo di canguro più di ottocento chilomentri in diciotto ore mi interrogo su quanti siano in grado di individuare che cosa li renda felici e quanti possano cullarsi nel lusso sfrenato dell’inseguimento di un sorriso.

Lascia un commento :o)

Commenti

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento