La città tra i due fiumi

Una fungaia di cime acuminate come coltelli protegge la città tra i due fiumi, incastonata tra il mar Jonio e il ginepraio di tornanti e contrade che la precedono.
Fino a pochi anni fa la si raggiungeva calpestando l’asfalto di una via che si arrampicava nella polvere attraverso curve e strettoie. Cespugli aguzzi come aghi e fichi d’india accompagnavano il paesaggi ai bordi della carreggiata come spettatori di una gara in salita.
Oggi si penetra la montagna con un percorso in galleria, si viene avvolti nel silenzio e ci si infila dentro le traiettorie di un vento freddo e umido. E’ una parentesi opposta alla sensazione che si percepisce una volta che il tunnel si riapre verso il mondo, uscire da quella galleria è come aprire una porta sul palco della città; si è avvolti dalla calura, la fragranza di erba secca entra nelle narici avvampandone i sensi. Giunti così alle fondamenta, la città si avviluppa in alto mostrando i muri bianchi delle piccole abitazioni che insieme, formano le celle di un alveare in perpetuo mutamento e brusio.

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