Incertezza – la nebbia che illumina –


La nebbia è un mantello incerto, una finestra sulla fantasia dei monti sconosciuti. Parcheggiare la Negra nel vialetto di casa è come stare seduti sul modulo di allunaggio “Eagle” che nel 1969 atterrò sulla cresta del satellite naturale. Tutto è sepolto, ovattato, una struttura in lontananza può trasformarsi in un piede alieno; una porta l’ingresso alle viscere di Moby Dick. La vita rallenta e finalmente anche gli automobilisti sorpassano con prudenza, incerti su quello che li aspetta nei cento metri successivi. La caligine muta scenari piatti in punti d’incontro per le nuvole che scendono a toccare il suolo, entrando nelle narici degli alberi, infilandosi tra le dita delle radici. Che la bruma sia curativa? Da lassù la luna si fa strada tra i rami, disegnando venature.
Un clacson poderoso della nettezza urbana rompe la poesia, non mi sono accorto di essere in mezzo alla strada, meglio smettere di sognare e stare sulla destra.

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