In acque nazionali

Ancona, dal traghetto. 2015

Ancona, dal traghetto. 2015


La panca-fronte-finestra numero 14 B che contiene i salvagenti sarà il mio letto, allungo le gambe e apro “Ragazzi di vita” di Pierpaolo. Il traghetto si scosta dalla riva in perfetto orario, Spalato diventa una miniatura persiana e la finestra dai bordi arrugginiti il mio cinematografo. Alle 7:00 l’Italia mi fa l’occhiolino, il porto di Ancona inghiotte la nave nelle darsene, un marinaio sovrappeso urla a un collega come fosse al mercato:
” Tira la cima qua! Che ti pesa il culo??”
Mandolini, discussioni al limite del litigio sulla serie A, brioche e caffellatte tornano nuovamente a far parte della mia routine. La parentesi Balcanica di quasi 2000 km è terminata. Da oggi si parla italiano.

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