Fine della storia. Per ora.

Si conclude così un’esperienza lunga 7300 km. Imprevisti, maltempo, ghiaccio e neve sono stati teatro della mia avventura. Le piccole ruote della “Negra” hanno scalato e attraversato 28 passi montani, abbiamo toccato le nuvole del mattino nascosti tra gli Appennini, assaggiato l’ospitalità di tagliaboschi abusivi, mangiato con maestri monaci Cistercensi ed accompagnato eroici viaggiatori vespisti del passato.
L’Italia a piccole dosi, il lento sbandare delle sue strade ubriaca ed affascina allo stesso tempo. Si respira aria di storia e ribellione, orgoglio nazionale nascosto sotto le pietre, pronto forse ad uscire quando meno ci si aspetta. La diversità culturale del “Bel Paese” si assapora come un vino dai molteplici profumi, inebria, stordisce, sorprende e poi non si riesce più a farne a meno.

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