Federica, Tetris di lingue, nuvole e destinazioni

Giro_UD_Trieste

Cartina stradale – Itinerario percorso –

Federica, chi sei?

Ahi, prima mano e già cali l’asso! Mamma mia, sei un professionista, mi fai paura . Sono riuscita a svicolare?

Autoritratto della perplessità

Autoritratto della perplessità… ( Christian e Federica )

Una davanti all’altra le ruote della Vespa ci hanno portato fino a Trieste, capolinea del nord-est. La tua curiosa interpretazione del confine rispetto alla stazione delle corriere mi ha colpito ed affascinato, ce la racconti?

Beh, è stata una sensazione molto forte dalla prima volta che mi è capitato di andare nella stazione degli autobus di Trieste. La stazione dei treni per me ha sempre avuto un che di esotico: io sono di Gemona, i treni che partono da casa mia vanno a Udine o a Tarvisio. E invece quando studiavo a Trieste sui tabelloni delle ferrovie leggevo Zagabria, Budapest, e già suonavano come la promessa di un altro mondo.
E poi un giorno ho deciso di fare una piccola vacanza on the road in Croazia con un’amica, quindi abbiamo attraversato il fatidico parcheggio che divide le due stazioni e ci siamo infilate in autostazione. Jugo!! È stato il nostro primo pensiero.
La stazione dei treni è confine, si sente odore di altrove, ma è ancora Italia. L’autostazione no, è una perfetta anteprima dell’universo in cui stai per immergerti se hai deciso di andare a est.

"Scatto in Vespa" a Trieste

“Scatto in Vespa” a Trieste. La discesa della stazione ferroviaria di Miramare

La tua prima esperienza in Bosnia mescola casualità della vita, curiosità del viaggiare  e le montagne di un piccolo villaggio balcanico. Vorrei rivivere con te quell’esperienza attraverso il racconto che mi hai sussurrato dietro il mio orecchio sinistro.

Il caso ha sempre giocato un gran ruolo delle esperienze che mi è capitato di vivere. O magari è una questione di karma, chi lo sa… Io credo che se muovi un po’ le acque attorno a te quello che cerchi prima o poi arriva a portata di bracciata. O almeno così è stato per me.
Dopo la laurea volevo andarmene in Bosnia, ma non avevo idea di come fare. Così ho deciso di prendermela con calma e nel frattempo parlare del mio progetto a quante più persone possibile. Risultato: un incontro fortuito e incredibilmente tempestivo sul treno che mi stava portando al Trieste Film Festival ha fatto sì che decidessi di partecipare ad un progetto SVE (Servizio di Volontariato Europeo) e che partissi nel giro di due settimane, andando a sostituire al volo una persona che aveva rinunciato.
Ed ecco che in un batter d’occhio passo dalla pedemontana friulana alle montagne che dividono la Bosnia e l’Erzegovina e mi stabilisco sotto un metro e mezzo di neve, in cima a una collina a Prozor-Rama.
Poi da cosa nasce cosa, e dai 6 mesi iniziali mi sono fermata quasi 4 anni, spostandomi da un posto all’altro e da un lavoro all’altro.

Supponiamo che un ragazzo giovane, dopo aver scoperto il forte legame che hai con la scomparsa ex-yugoslavia, ti chieda se valga la pena trasferirsi in quei luoghi per sfuggire alla crisi italiana che attanaglia tutti, tu cosa risponderesti?

Mmm. Dipende che cosa si va cercando. Se si scappa dalla crisi economica i Balcani non sono il primo posto che mi viene in mente dove cercare una soluzione. Se è altro che si cerca, perché no.
Per la mia esperienza l’unico consiglio che posso dare è di andarci con un minimo di idee chiare: un progetto, un lavoro, un obiettivo, qualsiasi cosa. La Bosnia rischia di diventare una palude se non sai bene quello che vuoi, vivere è relativamente economico e le giornate passano senza che tu te ne renda conto. E in più è un posto che amplifica molto il tuo stato umorale. Per il resto sono luoghi che val la pena di visitare. Di solito sono viaggi che non ti lasciano indifferente.

Se dico Vespa cosa disegni con la tua mente?

Mi vien da sorridere! Mi vengono in mente un sacco di cose, tutte positive. Persone della mia adolescenza, mio fratello, il primo morosetto, gli esperimenti ai confini delle leggi gravitazionali con la mia migliore amica… E poi Trieste e Barcellona, persone care. La Vespa non è esattamente un mezzo di trasporto. È più come un cavallo. Ci instauri un rapporto quasi animista, direi.

Federica, pensi in italiano, serbo-croato, o a fumetti?

Bella domanda! Penso come capita. Molto spesso a immagini, in effetti. Visualizzo le cose più che pensarle, il ragionamento di solito viene dopo. Una cosa buffa che ho notato ultimamente è che quasi sempre ho una colonna sonora in testa, su cui peraltro ho scarso controllo. Un paio di settimane fa ad esempio, dopo una giornata particolarmente intensa, stavo cercando di dormire ma c’era qualcosa che mi disturbava e mi innervosiva. All’improvviso ho capito! Non riuscivo a spegnere la musica in testa… stavo riascoltandomi mentalmente una canzone che avevo ascoltato in auto nel pomeriggio, ho dovuto sforzarmi non poco per farla smettere.

Primo incontro speciale della giornata. Stazione ferroviaria di Udine. Un ragazzo affascinato dalla mia barba inizia ad abbozzare un disegno.

Stazione ferroviaria di Udine. Un ragazzo affascinato dalla mia barba inizia ad abbozzare un disegno.

Quale scrittore / artista esprime meglio la tua visione dei territori che abbiamo toccato insieme in Vespa?

Mmm… posso buttarla sui fumetti? Dal punto di vista visivo quando ero all’università mi ha colpito moltissimo la rappresentazione di Trieste in Aida al confine di Vanna Vinci. Più della storia, più dei personaggi. Trieste e il Carso erano perfetti.

Incontro speciale numero 3. Dopo aver sostituito il cavo della frizione un capellone si avvicina in bici...

Dopo aver sostituito il cavo della frizione un capellone si avvicina in bici…

Trovo interessante che tu copra elegantemente la tua spinta creativa dietro le parole “ non mi definisco un’artista” c’è chi direbbe che non dovresti trattare così il tuo talento. Si può essere artisti nel 2014? Alcuni dicono che sia addirittura più facile rispetto al passato. Qual è il tuo punto di vista?

Lo ribadisco, non sono un’artista! Per un po’ ho sognato di esserlo, è vero. Ma ammettiamolo, non sono abbastanza focalizzata, e il talento – anche quando c’è – va coltivato… Gli amici che ho che vivono della loro arte sono disciplinati, precisi, concentrati su quello che fanno. Io sono tutto il contrario!
Diciamo che sono una persona che ha un’estrema sete di creatività, questo sì. Ma non basta per essere un artista… di certo è sufficiente per non annoiarsi.
Essere artisti nel 2014 è tanto difficile quanto essere qualunque altra cosa tu voglia essere, credo. Nessuno ha vita facile in questo momento. Il grande lato positivo che vedo in questa situazione di assoluta precarietà è che è molto più difficile essere tentati dal canto delle sirene del compromesso, che con l’età che avanza rischia di essere allettante. Non vedo grosse possibilità di ottenere il famoso lavoro poco stimolante ma sicuro in nome del quale mettere la testa a posto, per cui nel totale caos lavorativo e di vita almeno posso dire con una certa soddisfazione che riesco a fare cose che mi piacciono. Certo, è un continuo tetris e non si naviga certo nell’oro, ma per quanto mi riguarda il bilancio è ancora positivo.

 

Dopo quasi 6 ore di viaggio, Scattoinvespa arriva al capolinea. Trieste. Un bicchiere di Terrano seduti ad un tavolo ed è già sera.

Dopo quasi 6 ore di viaggio, Scattoinvespa arriva al capolinea. Trieste. Un bicchiere di Terrano seduti ad un tavolo ed è già sera.

Per chiunque volesse contattare Federica per lezioni di serbo croato, o per la realizzazione di qualche idea creativa può farlo al seguente indirizzo : federicamoro ( at ) gmail.com

Lascia un commento :o)

Commenti

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento