Allegro tagadà

La Vespa, come tutti i mezzi è soggetta a usura, il meccanico scova i guasti e mette alla prova la propria pazienza contro l’imprevisto. Il pilota invece ci mette le chiappe. Stamattina io e la Negra ci siamo cimentati in un valzer di soste-ripartenze di dieci chilometri. Prima rotonda, un scoppio-petardo dallo scarico e accosto, sono fermo. Il camion della nettezza urbana con la sua fresca fragranza quasi mi sbatte dentro il fosso. Chiamo Rillo, il fido tecnico, “sarà il cavo candela” mi dice, lo cambio secondo le istruzioni, metto in moto e sembra funzionare, quaranta metri e sono nuovamente fermo. Stavolta è lo scuolabus giallo ( ma le scuole non sono chiuse??) a farmi compagnia accompagnato dalla scia torbida dello scarico laterale. “Sarà la candela, prova a vedere se fa la scintilla.” Svito la pipetta l’appoggio ad una base metallica e colpisco sicuro la pedalina. ZZZZOT! Una scarica degna di un defibrillatore usato da “I.R Medici in prima linea” che sveglia benissimo anche il sottoscritto ancora con il segno del cuscino in fronte. Mi rimetto in marcia e inizia il valzer, metto in moto, salgo e si spegne. Riscendo, riparte. Risalgo si spegne. Ririscendo, ririparte. Ririsalgo convinto e si spegne. Ormai madido di sudore e penitente sul mio sovrappeso, alle 8.15 del mattino chiamo la cavalleria. Successiva analisi dirà: ” Come hai fatto a non accorgerti della bobina guasta??”. Agli esperti la ricerca del “filo” logico tra una bobina guasta e la mia pancia.
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